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CREDITO D’IMPOSTA R&S

LEGGE DI STABILITÀ 2015 (L. 190/2014 ART. 1 C. 35-36)

SOGGETTI BENEFICIARI

 

Tutte le imprese, residenti sul territorio nazionale, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica, dal settore economico e dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018.

 

Sono escluse le imprese sottoposte a procedure concorsuali non finalizzate alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica (fallimento e liquidazione coatta). 

 

 

 

 

INTERVENTI AMMISSIBILI

Sono ammissibili al credito d'imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo: 

a) (ricerca fondamentale) lavori sperimentali o teorici svolti aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;

b) (ricerca industriale) ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento di quelli esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);

c) (sviluppo sperimentale) acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli “studi di fattibilità”, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale ed il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida; 

d) (sviluppo sperimentale) produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali. Le attività di ricerca e sviluppo possono essere svolte anche in ambiti diversi da quelli scientifico e tecnologico (ad esempio, in ambito storico o sociologico) atteso che, in linea generale, le attività di ricerca e sviluppo sono volte all’acquisizione di nuove conoscenze, all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni.

 

Non sono ammissibili le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti. 

 

Le attività qualificabili come ricerca e sviluppo sono quelle relative ai progetti intrapresi dalle imprese per il superamento di una o più incertezze scientifiche o tecnologiche - la cui soluzione non sarebbe possibile sulla base dello stato dell'arte del settore di riferimento e cioè applicando le tecniche o le conoscenze già note e disponibili in un determinato comparto scientifico o tecnologico - con la finalità di pervenire alla realizzazione di nuovi prodotti (beni o servizi) o processi o al miglioramento sostanziale di prodotti o processi già esistenti. Si tratta, quindi, di attività (lavori) che necessariamente si caratterizzano per la presenza di elementi di novità e creatività e per il grado di incertezza o rischio d'insuccesso scientifico o tecnologico che implicano.

 

SPESE AGEVOLABILI

Sono ammissibili i costi di competenza del periodo d’imposta di riferimento direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili, quali: 

a) personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;

a-bis) personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;  

b) quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con il Decreto del Ministro delle Finanze del 31 dicembre 1988, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2 mila euro al netto di IVA; 

c) contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, start-up innovative o PMI innovative per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo;

c-bis) contratti stipulati con imprese diverse da quelle indicate nella lettera c) per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo;

d) competenze tecniche e privative industriali relative a un’ invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne;

d-bis) materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota.

 

Ove le imprese non siano soggette a revisione legale dei conti, siano sprovviste di un Collegio Sindacale e non provvedano alla certificazione del bilancio, fra le spese agevolabili sono ricomprese anche le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile obbligatoria delle spese di ricerca agevolate. Tale spesa è agevolabile per l’intero importo entro il limite massimo annuale di 5.000 euro

 

AGEVOLAZIONE

A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020 è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del 50% o del 25% (a seconda della voce di spesa) delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (triennio 2012-2014)

Il credito d’imposta si applica nella misura del 50% sulla parte dell'eccedenza riferibile alle spese indicate alle lettere a) e c) e nella misura del 25 % sulla parte dell’eccedenza riferibile alle spese indicate alle lettere a-bis), b), c-bis), d), d-bis).

Il credito d’imposta è riconosciuto, fino ad un importo massimo annuale di 10 milioni di euro per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30.000 euro. 

 

Il credito d’imposta:

  • dovrà essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi (quadro RU) relativa al periodo d’imposta nel corso del quale sono stati sostenuti i costi agevolati e nei modelli di dichiarazione successivi fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo;
  • non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e non rileva ai fini della determinazione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali di cui all’art. 61 e all’art. 109, comma 5 del TUIR (D.P.R. 917/1986 e successive modificazioni);
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione a seguito dell’avvenuta certificazione dei costi e a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi ammissibili sono stati sostenuti (senza alcun limite temporale);
  • non è soggetto ai limiti di utilizzo di 250.000 euro e 700.000 euro annui fissati rispettivamente dall’articolo 1, comma 53, della L. 244/2007 (Legge finanziaria 2008) e dall’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000 n. 388 (Legge finanziaria 2001);
  • non è soggetto al divieto di compensazione (previsto dall’art. 31 del D.Lgs. 78/2010) in caso di presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali ed accessori di ammontare superiore a 1.500 euro. 

 

CONTROLLI

I controlli dell’Agenzia delle entrate sono svolti sulla base di apposita documentazione contabile certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o, in caso di assenza, da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. Tale certificazione va allegata al bilancio.  L’impresa è inoltre tenuta a conservare tutta la documentazione utile a dimostrare l’ammissibilità e l’effettività dei costi agevolati.

Qualora nell’espletamento delle attività di verifica e di controllo si rendano necessarie valutazioni di carattere tecnico in ordine all’ammissibilità di specifiche attività ovvero alla pertinenza e congruità dei costi sostenuti, l’Agenzia delle entrate può richiedere un parere al Ministero dello sviluppo economico.

Qualora, a seguito dei controlli, si accerti l'indebita fruizione, anche parziale, del credito d'imposta per il mancato rispetto delle condizioni richieste ovvero a causa dell'inammissibilità dei costi sulla base dei quali è stato determinato l'importo fruito, l'Agenzia delle entrate provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge fatte salve le eventuali responsabilità di ordine civile, penale e amministrativo a carico dell’impresa beneficiaria. 

 

REGIME DI AIUTO

La misura non è un aiuto di stato e pertanto è cumulabile con gli altri strumenti agevolativi, salvo che le norme disciplinanti le altre misure non prevedano una specifica esclusione. 

Ai fini del credito d’imposta i costi agevolabili sono assunti al lordo di altri contributi pubblici o agevolazioni ricevute fermo restando che l’importo risultante dal cumulo non sia superiore alla spesa sostenuta. 

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