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Bando Smart&Start: finanziamenti ad ampio raggio per start up innovative

09:00

16-11-2017

Ridefinite, con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, le modalità di accesso agli incentivi del bando Smart&Start dedicato alle start up innovative.

Ridefinite, con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, le modalità di accesso agli incentivi del bando Smart&Start dedicato alle start up innovative. Tra le principali novità l’estensione della platea delle società beneficiarie, l’introduzione di nuove spese ammissibili, nonché la previsione di nuove modalità di erogazione dei finanziamenti a tasso zero. Per la presentazione di nuove domande sono ancora disponibili oltre 100 milioni di euro. Cosa prevedono le nuove regole? Come va presentata la domanda? Si possono anticipare i tempi di erogazione delle agevolazioni?

Cambiano le regole per le start-up innovative che intendono accedere ai finanziamenti Smart&Start.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il decreto 9 agosto 2017 (in Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre 2017), ha infatti integrato e modificato il decreto ministeriale 24 settembre 2014 di istituzione del regime di aiuto diretto a sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative, al fine di adeguare le disposizioni attuative alla mutata disciplina riguardante tali società.

Le nuove direttive, in particolare, estendono l’ambito soggettivo di applicazione della misura e introducono condizioni più favorevoli in termini di spese ammissibili e modalità di erogazione per le imprese richiedenti.

Nuovo ambito soggettivo

Una delle novità più significative apportate dal nuovo decreto riguarda l’ampliamento della platea delle società beneficiarie, con l’innalzamento da 4 a 5 anni dell’età delle start-up ammissibili ai finanziamenti.

Ai sensi della nuova disciplina, quindi, possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni le start-up innovative di micro e piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi, iscritte nell’apposita sezione del Registro delle imprese e con sede legale e operativa nel territorio nazionale.

Sono ammesse anche le imprese straniere, che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano.

Team di persone

Rientrano tra le novità anche gli obblighi per i team di persone che intendono presentare domanda di agevolazione prima della costituzione della società.

Nello specifico, secondo le nuove regole, nel caso di start-up innovative non ancora costituite alla data di presentazione della domanda, i soggetti proponenti devono procedere alla costituzione della start-up innovativa ed inoltrare domanda di iscrizione al Registro delle imprese (sia nella sezione ordinaria sia nella sezione speciale di cui all’art. 25, comma 8, D.L. 179/2012) entro 30 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di ammissione all’agevolazione. L’effettiva iscrizione alla sezione speciale deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione.

Nuove spese ammissibili

Il decreto 9 agosto 2017 allarga inoltre l’ambito delle spese ammissibili, andando ad includere spese divenute ormai strategiche per una start-up innovativa, come le spese relative ai marchi e gli investimenti per marketing e web marketing.

Attraverso Smart&Start sono finanziabili piani di impresa, di importo compreso tra 100.000 e 1,5 milioni di euro, finalizzati:

- all’adozione di una tecnologia nuova o sperimentale;

- allo sviluppo di prodotti, servizi e soluzioni nel campo dell’economia digitale;

- alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

In relazione ai progetti presentati, in seguito alle modifiche apportate dal decreto 9 agosto 2017, risultano ammissibili le spese di investimento sostenute per:

- impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica;

- componenti hardware e software;

- brevetti, marchi e licenze;

- certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate, purché direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

- progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche, nonché relativi interventi correttivi e adeguativi;

- investimenti in marketing e web marketing.

Nessuna novità invece per quanto riguarda le spese di gestione ammissibili. Sono in particolare ammessi i costi di gestione, sostenuti dall’impresa beneficiaria nei 24 mesi successivi alla data di stipula del contratto di finanziamento, riferiti a:

- interessi sui finanziamenti esterni concessi all’impresa;

- quote di ammortamento di impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici;

- canoni di leasing ovvero spese di affitto relativi agli impianti, macchinari e attrezzature;

- costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori aventi i requisiti indicati all’articolo 25, comma 2, D.L. n. 179/2012, ossia collaboratori in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che stanno svolgendo un dottorato di ricerca presso un’Università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbiano svolto, da almeno 3 anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero collaboratori in possesso di laurea magistrale;

- licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale;

- licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale;

- licenze relative all’utilizzo di software;

- servizi di incubazione e di accelerazione di impresa.

Finanziamento a tasso zero

Il nuovo decreto non muta la forma di agevolazione concedibile. Si tratta in particolare di un finanziamento a tasso zero, della durata massima di 8 anni e di importo pari al 70% dell’investimento totale, elevabile all’80%:

- se la start-up innovativa è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni;

- se la start-up innovativa prevede la presenza di almeno un esperto, in possesso di titolo di dottore di ricerca o equivalente da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio.

Le start-up innovative localizzate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia devono restituire il finanziamento agevolato solo per un ammontare pari all’80% dell’importo. La quota del finanziamento agevolato non soggetta a rimborso, pari al 20% del finanziamento concesso, rappresenta un contributo a fondo perduto.

Per le start-up innovative costituite da non più di 12 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, sono previsti servizi di tutoraggio tecnico-gestionale. Si tratta di servizi specialistici - erogati da Invitalia, anche mediante modalità telematiche - finalizzati a trasferire alle start-up innovative beneficiarie competenze specialistiche e strategiche per il miglior esito delle iniziative finanziate, negli ambiti tematici di maggiore interesse e rilevanza per le start-up innovative.

Modalità di erogazione

Altre novità di rilevo introdotte con il decreto 9 agosto 2017 riguardano le modalità di erogazione del finanziamento agevolato.

In particolare, per le spese di investimento, il finanziamento può essere erogato, su richiesta dell’impresa beneficiaria, in non più di 5 stati di avanzamento lavori. Ciascuna richiesta di erogazione deve essere presentata unitamente alla documentazione di spesa consistente nelle fatture d'acquisto e nelle quietanze di pagamento sottoscritte dai fornitori relative ai pagamenti ricevuti.

L'erogazione della quota di agevolazione può avvenire anche sulla base di titoli di spesa non quietanzati, il cui pagamento deve essere dimostrato in ogni caso entro 45 giorni decorrenti dalla data di accreditamento delle relative agevolazioni. La richiesta di erogazione del saldo, ovvero la richiesta di erogazione delle agevolazioni in unica soluzione, deve essere presentata unitamente alla documentazione di spesa consistente nelle fatture d'acquisto e nelle relative attestazioni di avvenuto pagamento.

Le start-up innovative beneficiarie possono richiedere a Invitalia, previa presentazione di fideiussione o polizza fideiussoria a prima richiesta, l'erogazione della prima quota di agevolazione, non superiore al 25% dell'importo complessivo dell'investimento ammesso, a titolo di anticipazione.

Le nuove modalità di erogazione portano con sé anche una nuova causa di revoca dell’agevolazione, legata al mancato rispetto dei tempi previsti per la dimostrazione del pagamento delle fatture oggetto degli stati di avanzamento lavori per i quali è stato erogato il finanziamento agevolato.

Per quanto riguarda le spese di gestione, secondo le nuove regole, l’erogazione del finanziamento agevolato può avvenire su richiesta della start-up innovativa beneficiaria, per costi relativi a un periodo temporale pari a un semestre o a un multiplo di semestre a partire dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Erogazione sulla base di fatture non quietanzate

Confermate invece le regole per l’erogazione del finanziamento sulla base di fatture non quietanzate, disciplinata con decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 20 luglio 2015. L’impresa che intende avvalersi di tale modalità di erogazione, possibile solo per le spese di investimento, deve aprire un conto vincolato presso una banca aderente alla Convenzione sottoscritta il 28 aprile 2015 tra il Ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI).

Il conto vincolato è un conto corrente sul quale l’impresa beneficiaria deve versare la quota parte del prezzo di acquisto dei beni e Invitalia, dopo le verifiche di competenza, eroga l’agevolazione. Sul conto vincolato possono transitare solo le risorse in entrata e in uscita necessarie per la realizzazione del programma di investimento ammesso alle agevolazioni.

Sono consentite solo operazioni effettuate con bonifico bancario o Sepa Credit Transfer (escluse invece operazioni con assegni, carte di credito o debito e home/phone banking). Le banche aderenti alla Convenzione possono, inoltre, concedere un finanziamento bancario (totale o parziale) per coprire la parte del piano di impresa non assistita dal finanziamento agevolato (con la possibilità di richiedere le garanzie private che riterranno opportune e/o la garanzia del Fondo per le PMI).

Come presentare domanda

Le domande per accedere alle agevolazioni devono essere presentate esclusivamente con modalità online sul sito www.smartstart.invitalia.it.

A favore degli start upper, Invitalia ha attivato un servizio di consulenza per chiarire dubbi o evidenziare carenze o incoerenze dell’idea progettuale. È sufficiente telefonare al numero azzurro 848 886 886 e sottoporsi ad una breve intervista telefonica, a seguito della quale sarà possibile essere contattati per un appuntamento.

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Fonte: Ipsoa Quotidiano

FINANZA AGEVOLATA

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