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Bando voucher digitalizzazione PMI: ammessi anche beni acquistati da fornitori esteri

12:00

24-11-2017

Sono ammissibili al bando voucher digitalizzazione PMI anche i beni e servizi acquistati da fornitori esteri, e i costi sostenuti per l’acquisto a tempo determinato di licenze d'uso dei software. Escluse invece le spese per i canoni relativi a servizi informatici, come per esempio i canoni di abbonamento per il cloud storage, o per il noleggio di attrezzature informatiche. A chiarirlo sono le nuove risposte alle FAQ pubblicate dal Ministero dello Sviluppo Economico, in cui viene altresì precisato che sono esclusi i soggetti registrati unicamente presso il Repertorio Economico Amministrativo delle Camere di Commercio.

Sono ammissibili al bando voucher digitalizzazione PMI anche i beni e servizi acquistati da fornitori esteri, e i costi sostenuti per l’acquisto a tempo determinato di licenze d'uso dei software. Escluse invece le spese per i canoni relativi a servizi informatici, come per esempio i canoni di abbonamento per il cloud storage, o per il noleggio di attrezzature informatiche. A chiarirlo sono le nuove risposte alle FAQ pubblicate dal Ministero dello Sviluppo Economico, in cui viene altresì precisato che sono esclusi i soggetti registrati unicamente presso il Repertorio Economico Amministrativo delle Camere di Commercio.

Arrivano nuove ed importanti indicazioni per il bando Voucher digitalizzazione PMI. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato sul proprio sito una nuova edizione di risposte alle domande più frequenti (FAQ) relative alla misura agevolativa a favore delle micro, piccole e medie imprese che prevede un contributo, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili e di importo non superiore a 10.000 euro, finalizzato all'adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Esclusi i soggetti registrati unicamente presso il REA

Tra i nuovi chiarimenti forniti dal Ministero, la precisazione che non rientrano nel novero dei beneficiari delle agevolazioni i soggetti registrati unicamente presso il Repertorio Economico Amministrativo (REA) delle Camere di Commercio (ad esempio gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non, le fondazioni, i comitati, gli organismi religiosi).

Il bando infatti è aperto esclusivamente alle PMI che, indipendentemente dalla forma giuridica o dal regime contabile adottato, risultano iscritte nel Registro delle imprese.

Viene, inoltre, puntualizzato che non possono presentare domanda le imprese che hanno avviato la procedura del concordato preventivo con continuità aziendale (prevista dall’articolo 186-bis della legge fallimentare), poiché ai sensi della disciplina della misura (DM 23 settembre 2014 e 24 ottobre 2017), il soggetto proponente alla data di presentazione della domanda non deve essere sottoposto a una procedura concorsuale e non deve trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

Ammessi anche beni/servizi acquistati da fornitori esteri

Nell’ambito delle nuove FAQ, molte rilevanti specificazioni riguardano le spese ammissibili.

In primo luogo, viene precisato che l’impresa può acquistare i beni e/o i servizi anche da fornitori con sede all’estero. In ogni caso, specifica il Ministero, il fornitore è tenuto a rilasciare la liberatoria predisposta sulla base dello schema di cui all’allegato n. 4 del decreto direttoriale 24 ottobre 2017, sottoscritta con le modalità previste all’art. 38, comma 3, del D.P.R. n. 445/2000, allegando pertanto fotocopia del documento d’identità del dichiarante o sottoscritta con firma digitale.

Con riferimento ai progetti finalizzati al miglioramento dell’efficienza aziendale, alla modernizzazione dell'organizzazione del lavoro e allo sviluppo di soluzioni di e-commerce (ambiti di attività di cui alle lettere a, b e c dell’articolo 2, comma 2, del decreto 23 settembre 2014), viene chiarito che sono ammissibili esclusivamente le spese per l’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla realizzazione dei progetti. Non rientrano invece tra le spese per i canoni relativi a servizi informatici, come per esempio i canoni di abbonamento per il cloud storage, o per il noleggio di attrezzature informatiche.

Il Ministero segnala inoltre che rientrano tra le spese ammissibili anche i costi sostenuti per l’acquisto a tempo determinato di licenze d'uso dei software.

Per quanto riguarda le spese connesse alla partecipazione a corsi e all’acquisizione di servizi di formazione qualificata, viene esplicitato che non sono previste restrizioni in merito di requisiti dei fornitori dei predetti servizi di formazione. Il Ministero puntualizza che le imprese beneficiarie sono tenute a conservare la documentazione giustificativa attestante l’effettiva fruizione dei servizi oggetto del voucher (a titolo esemplificativo, nel caso di servizi di formazione qualificata gli attestati individuali di partecipazioni ai corsi, i cv dei docenti, ecc).

Ulteriore precisazione fornita nell’ambito delle nuove FAQ riguarda la condizione che ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni le spese devono essere relative a beni acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente.

Tale condizione, chiarisce il Ministero, è derivata da una specifica disposizione prevista in tal senso dalla Commissione europea in materia di aiuti di stato. A tal fine la stessa Commissione ha chiarito che le parti devono essere indipendenti e non deve esservi, per lo meno, alcuna influenza (decisiva o meno) sulla composizione, sulle votazioni, e sulle decisioni degli organi di un'impresa.

Ecco perché anche la sussistenza di una piccola partecipazione al capitale (ad esempio: 1%) indicherebbe che le parti non sono indipendenti e questo sia nel caso in cui la partecipazione è detenuta dall’impresa beneficiaria nell’impresa fornitrice sia nel caso cui, invece, è il fornitore a detenere la partecipazione nell’impresa beneficiaria.

Chiarimenti sulla presentazione della domanda

Con riferimento alla presentazione della domanda, nelle nuove FAQ viene specificato che non è possibile accedere alla procedura informatica per la presentazione delle domande, disponibile nella sezione “Voucher digitalizzazione” del sito del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it), attraverso il sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), poiché l’autenticazione dell’utente sarà effettuata utilizzando un dispositivo di tipo CNS (Carta nazionale dei servizi).

Per la presentazione della domanda, l’impresa non può delegare consulenti esterni. L’articolo 8, comma 2, del DM 23 settembre 2014 prevede infatti che “Per presentare la domanda l’impresa deve disporre … della firma digitale del legale rappresentante o di un suo delegato all’interno della sua organizzazione”.

Il Ministero specifica inoltre che alla domanda di accesso alle agevolazioni non devono essere allegati i preventivi di spesa. Deve essere allegato esclusivamente il prospetto dei dati certificati dal Registro imprese (generato automaticamente dalla procedura informatica) e, nel caso l’impresa proponente sia associata/collegata, il prospetto recante i dati per il calcolo della dimensione d’impresa, redatto utilizzando l’apposito modello che sarà disponibile nella sezione del sito www.mise.gov.it dedicata al “Voucher digitalizzazione”.

Con riferimento alla cumulabilità, viene chiarito che il voucher non è cumulabile con altri contributi pubblici concessi a valere sugli stessi costi ammessi che si configurano come aiuti di Stato, come ad esempio la Nuova Sabatini.

A cura della Redazione

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Fonte: Ipsoa Quotidiano

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