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Legge di Bilancio 2018, Sabatini ter: proroga fino ad esaurimento risorse

12:00

05-01-2018

La Sabatini ter rimarrà attiva fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

La novità arriva con la legge di Bilancio 2018 che elimina la precedente scadenza del 31 dicembre 2018 per la concessione dei finanziamenti da parte delle banche/società di leasing alle micro, piccole e medie imprese. Dal 2018, inoltre, il 30% delle risorse saranno destinate ad investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti, che godono del contributo maggiorato del 3,575%.

Sabatini ter senza più scadenza: il termine per la concessione dei finanziamenti parte delle banche/società di leasing alle micro, piccole e medie imprese è prorogato dal 31 dicembre 2018 fino alla data dell’avvenuto esaurimento delle risorse disponibili.

È quanto prevede la legge di Bilancio 2018 che ha stanziato ulteriori 330 milioni di euro, relativamente agli anni 2018-2023, per la corresponsione dei contributi a favore delle PMI ed ha elevato al 30% la riserva per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Novità

La legge di Bilancio 2018 “libera” quindi la Sabatini ter dalla scadenza. L’intervento agevolativo, istituito dall’art. 2 del Decreto Fare (D.L. n. 69/2013), ha ottenuto una prima proroga con la legge di Bilancio 2017, che aveva slittato dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2018 il termine finale per la concessione dei finanziamenti da parte delle banche/società di leasing a favore delle PMI su cui verranno riconosciuti i contributi in conto interessi dello Stato.

Con la Legge di Bilancio 2018, invece, viene eliminata la data ultima per la concessione dei finanziamenti, stabilendo che essi possono essere concessi dalle banche/società di leasing che aderiscono alla misura fino ad esaurimento delle risorse, da comunicarsi con avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Per il periodo 2018-2023, la Manovra mette a disposizione 330 milioni di euro, di cui:

- 33 milioni di euro per l’anno 2018;

- 66 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2022;

- 33 milioni di euro per l’anno 2023.

Delle risorse stanziate, dal 2018, una quota pari al 30% è riservata per la corresponsione del contributo maggiorato per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”). Le risorse che, nell’ambito della riserva del 30%, risultino non utilizzate alla data del 30 settembre 2018, rientrano nella disponibilità della misura.

Regole operative

Per l’accesso ai contributi restano confermate le disposizioni previste dal Decreto interministeriale 25 gennaio 2016 e dalla Circolare n. 14036 del 15 febbraio 2017.

PMI beneficiarie

Possono presentare la domanda di agevolazione le micro, piccole e medi imprese, che operano sul territorio nazionale, in possesso dei seguenti requisiti:

- essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese ovvero nel Registro delle imprese di pesca;

- essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;

- non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

- non essere in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento (UE) n. 651/2014.

Le imprese estere, con sede in uno Stato Membro e che non hanno una sede operativa in Italia alla data di presentazione della domanda, devono provvedere alla relativa apertura entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento, pena la revoca delle agevolazioni concesse.

Sono ammesse le PMI di tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione di quelle operanti nei settori delle attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO 2007).

Caratteristiche contributo

L’intervento agevolativo prevede:

- un contributo del 2,75% annuo sugli investimenti ordinari, ossia gli investimenti riguardanti l’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, classificabili, nell’attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell'art. 2424 del codice civile, destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale;

- un contributo maggiorato del 30% - quindi pari al 3,575% annuo - per la realizzazione di investimenti in tecnologie “Industria 4.0”, individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n. 14036 e s.s.mm.ii.

Caratteristiche finanziamento

Il contributo (per investimenti ordinari o maggiorato) è riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico su finanziamenti, bancari o in leasing finanziario, deliberati da una banca/società di leasing aderente alla misura (l’elenco è pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico):

- di durata non superiore a 5 anni (comprensiva di un periodo di preammortamento o di prelocazione non superiore a 12 mesi) dalla data di stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, decorrenti dalla data di consegna del bene o alla data di collaudo se successiva (qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, la predetta durata massima decorre dalla data di consegna dell’ultimo bene, ovvero alla data di collaudo, se successiva);

- di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro (anche se frazionato in più iniziative di acquisto);

- interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

Ciascun finanziamento può essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia PMI, fino ad un massimo dell’80% del suo ammontare.

Requisiti investimenti

Tutti i beni oggetto di investimento (sia ordinari che in tecnologie “Industria 4.0”) devono essere destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale.

Sono ammissibili gli investimenti in beni strumentali che, presi singolarmente ovvero nel loro insieme, presentano un’autonomia funzionale, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano il suddetto requisito, fatti salvi gli investimenti in beni strumentali che integrano con nuovi moduli l’impianto o il macchinario preesistente, introducendo una nuova funzionalità nell’ambito del ciclo produttivo dell’impresa. Non sono in ogni caso ammissibili gli investimenti riguardanti gli acquisti di beni che costituiscono mera sostituzione di beni esistenti.

Spese ammissibili

Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi ed essere conclusi entro il periodo massimo di 12 mesi dalla data stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca dell’agevolazione. A tale fine è presa in considerazione la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione di leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni.

Non sono ammissibili singoli beni di importo inferiore a 516,46 euro, al netto dell’IVA. Qualora nell’ambito della medesima fornitura siano previsti più beni strumentali, nel loro complesso funzionali e necessari per la realizzazione dell’investimento, di valore inferiore al predetto importo gli stessi sono da considerarsi ammissibili purché riferibili a un’unica fattura di importo non inferiore a 516,46 euro.

Come presentare la domanda

Le domande per la richiesta dei finanziamenti e dei contributi devono essere presentate a mezzo posta elettronica certificata, in bollo tranne nei casi di PMI appartenenti ai settori agricoli e della pesca, alla banca/società di leasing prima della stipula del contratto di finanziamento.

Le istanze e i relativi allegati devono essere compilati utilizzando i moduli resi disponibili nella sezione “Beni strumentali (Nuova Sabatini)” del sito del Ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it).

Il mancato utilizzo del modulo di domanda pubblicato sul sito del Ministero o l’invio con modalità diverse dalla posta elettronica certificata costituiscono motivo di non ricevibilità della domanda e pertanto di inammissibilità al contributo.

Grandi progetti R&S: operativa la nuova disciplina bando FRI

12:00

05-01-2018

Dall’8 gennaio 2018, entrano in vigore le nuove regole per i bandi Agenda Digitale e Industria Sostenibile a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI).

La principale novità introdotta rispetto alla precedente disciplina riguarda l’aumento della misura del contributo alla spesa e un’articolazione del finanziamento agevolato variabile a seconda della dimensione dell’impresa. Alla domanda di agevolazioni deve essere allegata l’attestazione del merito di credito rilasciata dalla banca finanziatrice. Agli interventi sono stati destinati 450 milioni di euro: 350 milioni per la copertura del finanziamento agevolato e 100 milioni per la copertura del contributo alla spesa.

Al via la nuova edizione dei bandi “Agenda digitale” e “Industria sostenibile” finanziati dal Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI).

Dall’8 gennaio 2018, entrano in vigore le modifiche alla disciplina agevolativa dettata con il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 18 ottobre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 dicembre 2017.

E’ quanto prevede il decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 18 dicembre 2017, che ha fissato anche la procedura di accesso alle agevolazioni.

Le novità

La principale novità introdotta dal decreto ministeriale del 18 ottobre 2017 riguarda le misure di aiuto.

In particolare, con la nuova disciplina il contributo alla spesa è elevato al 20% dei costi ammissibili (rispetto al precedente 10% per le grandi imprese e al 15% per le piccole e medie imprese), mentre il finanziamento agevolato viene fissato nella misura compresa tra il 50% e il 60% per le grandi imprese e tra il 50% e il 70% per le piccole e medie imprese (finora era compreso tra il 50% e il 70% per tutte le imprese).

Dotazione finanziaria

Con lo stesso decreto, inoltre, sono stati destinati agli interventi 450 milioni di euro, di cui:

- 350 milioni del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), istituito presso Cassa Depositi e Prestiti, per la copertura del finanziamento agevolato;

- 100 milioni del Fondo Crescita Sostenibile (FCS), per la copertura del contributo alla spesa.

Chi può presentare domanda

Le domande di accesso alle agevolazioni possono essere presentate, in forma singola o aggregata, da:

- imprese che esercitano un’attività di tipo industriale diretta alla produzione di beni/servizi o di trasporto;

- imprese agro industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;

- imprese che esercitano attività ausiliarie in favore delle aziende precedentemente indicate;

- centri di ricerca con personalità giuridica;

- start-up innovative.

Nel caso i progetti siano presentati congiuntamente, le aggregazioni possono essere formate da massimo 5 soggetti nella forma di contratto di rete o altre forme contrattuali di collaborazione, quali, ad esempio, il consorzio e l’accordo di partenariato.

I soggetti richiedenti, alla data di presentazione della domanda, devono essere regolarmente costituiti in forma societaria, iscritti nel Registro delle imprese e disporre di almeno 2 bilanci approvati. Le imprese non residenti nel territorio italiano devono essere costituite secondo le norme di diritto civile e commerciale vigenti nello Stato di residenza e iscritte nel relativo registro delle imprese.

Progetti ammissibili

Sono agevolabili progetti di ricerca e sviluppo, di importo compreso tra 5 milioni e 40 milioni di euro, finalizzati alla realizzazione o al notevole miglioramento di nuovi prodotti, processi o servizi nel settore dell’industria sostenibile e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) coerenti con l’Agenda digitale italiana.

I progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni (e, comunque, entro e non oltre 3 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni) ed avere una durata non superiore a 36 mesi (su richiesta motivata del soggetto beneficiario, il Ministero dello Sviluppo Economico potrà concedere una proroga del termine di ultimazione del progetto non superiore a 12 mesi).

Agevolazioni

Per entrambi i bandi, l’agevolazione si sostanzia in:

- un finanziamento a tasso agevolato (pari al 20% del tasso di riferimento, nel limite minimo dello 0,8%), di durata tra un mimino di 4 anni ed un massimo e 11 anni (compresivi di un periodo massimo di 3 anni di preammortamento) e di importo non inferiore al 50% e, comunque, non superiore al 60% per le imprese di grande dimensione e al 70% per le imprese di piccola e media dimensione;

- (in aggiunta al finanziamento agevolato) un contributo alla spesa pari al 20% della spesa ammissibile, con una maggiorazione di 5 punti percentuali qualora si verifichi una delle seguenti condizioni:

(i) il progetto venga realizzato in parte con il contributo esterno di almeno un organismo di ricerca in misura non inferiore al 10% della spesa complessivamente ammissibile e l’organismo di ricerca abbia il diritto di pubblicare i risultati dei progetti di ricerca nella misura in cui derivino da ricerche da esso svolte;

(ii) il progetto sia in parte realizzato, nell’ambito di forme di collaborazione internazionale effettiva e stabile tra imprese, in altro Stato membro dell’Unione europea ovvero in quelli contraenti l’accordo SEE;

(iii) ai progetti congiunti partecipi almeno una PMI.

Nel caso in cui il valore complessivo dell’agevolazione concessa, in termini di equivalente sovvenzione lordo, superi le intensità massime di aiuto stabilite dagli articoli 4 e 25 del Regolamento (UE) n. 651/2014, l’importo del contributo diretto alla spesa sarà ridotto al fine di garantire il rispetto di dette intensità.

Finanziamento bancario

Il finanziamento agevolato è concesso in presenza di un finanziamento bancario associato, di importo pari ad almeno il 10% del finanziamento complessivo (agevolato + bancario), erogato da banche che abbiano aderito alle convenzioni stipulate in relazione agli interventi Agenda digitale e Industria sostenibile, i cui elenchi sono pubblicati nel sito internet di Cassa Depositi e Prestiti. (www. https://www.cdp.it).

Come presentare la domanda

Le istanze devono essere inoltrate esclusivamente in via telematica attraverso il sito internet http://fondocrescitasostenibile.mcc.it, selezionando una delle due procedure disponibili a seconda che si intenda presentare la domanda a valere sul bando Agenda digitale o a valere sul bando Industria sostenibile.

Lo sportello telematico sarà attivo dalle ore 10,00 alle ore 19,00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì.

Alla domanda deve essere allegata tutta la documentazione richiesta, tra la quale l’attestazione del merito di credito rilasciata a ciascun soggetto proponente dalla rispettiva banca finanziatrice, firmata digitalmente.

Istruttoria

L’istruttoria delle domande avverrà secondo l’ordine cronologico, nel limite delle risorse disponibili.

 

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FINANZA AGEVOLATA

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