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Credito d’imposta R&S: nuovi adempimenti per il settore software

10:00

16-02-2018

Il MISE precisa che l’attività di sviluppo software è agevolabile attraverso il credito d’imposta R&S solo in determinati casi.

Il chiarimento arriva dal Ministero dello Sviluppo Economico che attraverso la circolare n. 59990 del 9 Febbraio 2018 specifica che un progetto per lo sviluppo di un software può essere classificato come ricerca e sviluppo quando lo scopo del progetto è la risoluzione di un problema scientifico o tecnologico su base sistematica.

Il credito alla ricerca e sviluppo infatti non ricomprende automaticamente tutte le attività legate in senso ampio al processo innovativo di un’impresa. Vi rientrano soltanto le attività svolte direttamente all’interno dell’impresa o commissionate a terzi, ricollegabili a progetti che presentino effettivi contenuti di ricerca e sviluppo.

Il MISE precisa che le innovazioni legate ai software sono generalmente di tipo incrementale e, in quanto tali sono classificabili nell’ambito delle attività di sviluppo sperimentale.

Il Ministero sottolinea quindi che un progetto che ha per oggetto il potenziamento, l’arricchimento o la modifica di un programma o di un sistema esistente può essere classificato come R&S solo se produce un avanzamento scientifico o tecnologico che si traduce in un aumento dello stock di conoscenza.

Il MISE chiarisce pertanto che l’utilizzo del software, per una nuova applicazione o per un nuovo scopo, non costituisce di per sé un avanzamento delle conoscenze. Le attività di sviluppo software sono ammesse ai contributi della ricerca e sviluppo solo fino alla realizzazione di un eventuale beta testing. Non sono invece ammessi i costi successivi per il perfezionamento del prodotto.

Tra gli esempi riportati all’interno della circolare vengono citati ad esempio come agevolabili:

- lo sviluppo di un nuovo sistema operativo o di un nuovo linguaggio di programmazione;

- la progettazione e la realizzazione di nuovi motori di ricerca basati su tecnologie originali;

- gli sforzi per risolvere i conflitti con hardware o software in base a un processo di reingegnerizzazione di un sistema o di una rete;

- la creazione di nuovi o più efficienti algoritmi basati su nuove tecniche; la creazione di nuovi e originali tecniche di criptazione o di sicurezza.

 

Classifica, invece, come attività di tipo ricorrente o di routine e quindi non classificabili come R&S:

- i lavori su aggiornamenti, già liberamente disponibili prima dell’inizio dei lavori stessi, relativi a specifici sistemi o programmi;

- le attività di ordinaria manutenzione del computer o del software;

- lo sviluppo di software applicativi e sistemi informativi aziendali che utilizzino metodi conosciuti e strumenti software esistenti;

- l’aggiunta di nuove funzionalità per l’utente a programmi applicativi esistenti; la creazione di siti web o software utilizzando strumenti esistenti;

- l’utilizzo di metodi standard di criptazione, verifica della sicurezza e test di integrità dei dati;

- la customizzazione di prodotti per un particolare uso, a meno che durante tale processo non vengano aggiunte nuove conoscenze che migliorino significativamente il programma base;

- l’ordinaria attività di correzione di errori di sistemi e programmi esistenti.

L’informativa chiarisce, inoltre, che l’utilizzo del software per una nuova applicazione o per un nuovo scopo non costituisce di per sé un avanzamento delle conoscenze.

Il Ministero ricorda inoltre che dovrà essere a cura dell’impresa richiedente l’incentivo, trattandosi di agevolazione automatica che non prevede una valutazione di merito a priori, predisporre anche “un’apposita documentazione concernente l’ammissibilità delle attività di ricerca e sviluppo svolte, dalla quale risultino gli elementi di novità che il progetto intende perseguire, l’individuazione degli ostacoli di tipo tecnico e scientifico al cui superamento sono legati i lavori svolti, l’avanzamento di tali lavori nell’ambito dei periodi d’imposta agevolabili e, nel caso in cui si tratti di innovazioni che si sostanzino in significativi miglioramenti di prodotti già esistenti sul mercato in cui opera l’impresa, l’indicazione degli elementi nei quali si specificano tali miglioramenti

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