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Transizione 4.0 – in corso la revisione del Piano nazionale per l’Industria 4.0

10:00

13-12-2019

Secondo il nuovo emendamento alla legge di bilancio 2020 approvato dal Senato, gli incentivi fiscali del super e iper ammortamento verranno sostituiti da un nuovo credito di imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo, che si riducono a tre per gli investimenti immateriali Industria 4.0.

Le imprese dovranno effettuare investimenti in beni strumentali nuovi, a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 

Sono beneficiari del nuovo credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti).

L’accesso al nuovo bonus non spetterà per:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto;
  • i beni materiali strumentali con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • le condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti termali e idrotermali, condutture per la produzione e distribuzione di gas naturale, materiale rotabile;
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Per quanto riguarda il superammortamento e quindi l’acquisto di beni strumentali nuovi sarà prevista la concessione di un credito di imposta nella misura del 6% del costo fiscale dei beni agevolati nel limite di 2 milioni di euro per periodo di imposta.

*La misura è leggermente meno vantaggiosa rispetto al superammortamento attuale che vale il 7,2% dell’investimento e ha un limite di utilizzo di 2,5 milioni. 

 

Per quanto riguarda l’iperammortamento e quindi gli investimenti in beni materiali 4.0 sarà prevista la concessione di un credito di imposta:

- nella misura del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro,

- nella misura del 20% per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

*Rispetto all’iperammortamento attuale viene annullato il beneficio per gli investimenti che superano i 10 milioni di euro.

 

Per quanto riguarda il superammortamento per beni immateriali 4.0 e quindi gli investimenti in software 4.0, anche se acquisiti con abbonamenti a piattaforme in cloud computing, sarà prevista la concessione di un credito di imposta nel limite del 15% del costo fiscale dei beni immateriali 4.0, con un limite di investimento massimo di euro di 700 mila euro.

*La fruizione di quest’ultimo incentivo diventa inoltre indipendente rispetto all’acquisizione di un bene materiale, che oggi è un prerequisito indispensabile.

 

In relazione agli investimenti in beni 4.0 di importo superiore a 150.000,00 euro, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli tra i beni elencati negli allegati A e B della Legge 11 dicembre 2016, n. 232.

L’effettiva fruizione del credito d’imposta è subordinata, in ciascun periodo d’imposta, al previo invio di apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate e al successivo ricevimento, in esito a tale comunicazione, dell’autorizzazione all’utilizzo.

 

L’obiettivo del MISE è quello di procedere ad un riassetto delle misure fiscali del Piano nazionale Industria 4.0 su una base di programmazione pluriennale, in grado di ampliare fino al 40% la platea delle imprese beneficiarie di velocizzazione i tempi di fruizione rispetto al sistema attuale che è legato alla durata dell’ammortamento dei beni strumentali.

 

Il beneficio non concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP. Sarà possibile cumulare il credito d'imposta con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, purché tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto.

 

Inoltre, relativamente agli investimenti materiali e immateriali Industria 4.0, le imprese dovranno produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B del bando e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, la perizia potrà essere sostituita con una dichiarazione del legale rappresentante.

 

Se le imprese intenderanno sfruttare il super e l’iper ammortamento, entro il 31 dicembre 2019 dovranno portare a termine gli investimenti oppure dovranno ottenere l’accettazione dell’ordine dal venditore e pagare il 20% degli acconti, così da poter godere dell’estensione temporale rispettivamente:

  • al 30 giugno 2020, per il superammortamento;
  • al 31 dicembre 2020, per l’iperammortamento.

FINANZA AGEVOLATA

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